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Le Bioposition

bike fitting

POSIZIONAMENTO BIOMECCANICO

Misurazione antropometrica, sviluppo autopostura, elaborazione posizione ideale, elaborazione telaio ideale, regolazione bicicletta.

TEST DI VALUTAZIONE INCREMENTALE

Determinazione della soglia anaerobica e dei relativi campi di lavoro.

Tecnico

Cristian Bertolani

Il servizio di posizionamento biomeccanico porta il ciclista ad ottenere la migliore sinergia tra il suo corpo ed il mezzo meccanico “bicicletta”. Nel nostro centro vengono elaborati una serie di dati e valutazioni. Si parte dal capire le esigenze del soggetto, vengono valutate le sue necessità personali, la sua storicità sportiva, le sue caratteristiche e le eventuali problematiche. Elaborando tutti i dati raccolti insieme ad una attenta valutazione antropometrica si procede con lo sviluppo della Bioposition ideale. Successivamente è possibile far pedalare il soggetto su di un ergometro con misurazione di potenza, cardiofrequenzimetro e telecamera, viene valutata da un occhio esperto la corretta gestualità e la migliore applicazione degli angoli di lavoro.

A lavoro completato si riporta la Bioposition ottenuta sulla bicicletta del ciclista, considerando che con tipologia di biciclette diverse (BDC, MTB, gravel, Full), occorrono posizioni diverse che permettano di sfruttare la “macchina corpo umano” sempre al meglio delle sue potenzialità.

Misurazione antropometrica, sviluppo autopostura, elaborazione posizione ideale, elaborazione telaio ideale, regolazione bicicletta, valutazione posturale soggettiva.

Dall’unione dei termini “bio” e “meccanica” nasce la biomeccanica, ovvero la disciplina che studia il movimento dell’essere umano. Si tratta di una scienza multidisciplinare, poiché si focalizza sull’attività motoria dell’uomo ma che prende in causa nozioni di fisica, meccanica ed altre scienze.

La biomeccanica è l’applicazione dei principi della meccanica agli organismi viventi. In particolare, la biomeccanica analizza il comportamento delle strutture fisiologiche quando sono sottoposte a sollecitazioni statiche o dinamiche ripetute.

La complessità di questa scienza applicata alla postura in bici deriva dal fatto di dover considerare leggi meccaniche, che definiscono il miglior compromesso di abbinamento tra il moto, le forze che lo generano e regolano, su un sistema così articolato com’è l’essere umano. Nell’uomo infatti si hanno reazioni diverse, vi è la capacità di apprendere o dimenticare i movimenti e l’adattamento dell’organismo all’attività fisica ripetitiva (la base della teoria dell’allenamento), tutti aspetti che complicano il tema.

Nell’uomo è anche indispensabile considerare altri aspetti soggettivi e temi aggiuntivi che influenzano la posizione ideale.

 

Biomeccanica e ciclismo

Cosa s’intende con questa accoppiata?

Applicare i concetti e i principi della biomeccanica al lavoro del ciclista significa valutare attentamente il corpo dell’atleta e i suoi muscoli, definirne la capacità di flessibilità e di forza, le eventuali soggettività e caratteristiche, infine delineare quale sia la miglior postura da assumere in bici. Dopodiché si dovranno effettuare delle procedure specifiche di regolazione della bici, in modo da adattare il mezzo alle esigenze e caratteristiche del ciclista, per far sì che la postura assunta in sella sia la più sostenibile possibile. Il ruolo del biomeccanico del ciclismo non è dunque quello di sola regolazione della bici, bensì richiede la creazione di un percorso di adattamento e di definizione della posizione, che consenta all’atleta di raggiungere la posizione e l’efficienza di pedalata migliore nel minor tempo possibile, limitando al massimo lo stress a livello dell’organismo.

Chi è il biomeccanico del ciclismo?

In Italia attualmente non esiste una figura professionale regolamentata, che possa definirsi “biomeccanico del ciclismo“. Il lavoro di messa in sella e bike fit viene svolto da numerose professionalità: ex ciclisti professionisti, meccanici, negozianti, professionisti sanitari. In realtà la complessità della biomeccanica stessa richiede una notevole preparazione, con competenze variegate in meccanica, anatomia, nonché una notevole esperienza.

Concludendo

La biomeccanica è una scienza complessa, data dal risultato di altre disciplina che si uniscono per valutare, studiare e analizzare una delle più belle ma allo stesso tempo complicate attività umane: il movimento. Studiare il movimento significa comprendere quali meccanismi a livello celebrale, muscolare e psicologico siano in grado di mettere in atto lo schema motorio più efficiente e migliore.

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